RICERCA /
AZIONE

In Ricerca è più di una semplice rivista; è uno spazio di incontro, riflessione e azione per costruire insieme un futuro migliore.

Il numero #1 “Disegnare Territori Capacitanti: Progetto TAG” esplora e approfondisce la ricerca del Progetto TAG (Territorio Attivo Giovani), un tentativo di trasformare la percezione dei giovani nei confronti del loro territorio, coinvolgendoli attivamente attraverso politiche giovanili innovative e partecipative.

A proposito di Apprendere e generare innovazione continua, di Antonello Vedovato. Vi sono tre nuclei forti nell’Autobiografia intellettuale che Antonello ci offre in queste pagine scritte in modo essenziale, senza fronzoli e retorici compiacimenti. Il primo è quello soggettivo che ci si attende da una Autobiografia intellettuale; il secondo è quello degli eventi attraverso cui si egli ritiene si sia costruita e sviluppata la sua Bildung: potremmo identificarlo come un percorso esperienziale ad espansione progressiva; il terzo è quello tematico, contrassegnato dal contributo più rilevante che credo emerga, ed è caratterizzato da un principio formativo che egli definisce come “ciclo del valore”.

Prefazione a cura di Umberto Margiotta

Il caso di 311Verona che presentiamo nel volume è un esempio di quel ri-disegnare il lavoro e il suo luogo, che abbiamo tratteggiato nelle righe precedenti. 311Verona è un progetto avviato dalla Fondazione Edulife nel 2016, con l’obiettivo di offrire opportunità per i giovani, creando lavoro e nuove economie. La direzione del progetto intendeva avviare un processo di contaminazione feconda tra generazioni, tra culture, con il digitale come strumento generativo di creatività. 311Verona è una storia che esemplifica la trasformazione del lavoro, avvenuta come progetto, attraversata da fasi generative, avviata dall’interpretazione di uno spazio urbano da rigenerare, nel quale realizzare l’idea di co-working caratterizzato dal digitale. Per evolversi, successivamente e rapidamente, in un’esperienza di innovazione dai tratti e caratteristiche proprie.

A cura di Piergiuseppe Ellerani

La sfida è attuale e colma di speranza: “nel” lavoro, così modificato nei suoi significati più profondi, occorre attivare luoghi capacitanti che divengano nodi di una rete sinaptica che potenzia e sostiene le opportunità di innovazione sociale, culturale ed economica e ridisloca – per ciascun attore – il tessuto delle opportunità di apprendimento, di formazione e di invenzione. Così facendo diviene possibile restituire valore alle diverse forme di imprenditività, alle specificità territoriali, all’innovazione stessa, alle organizzazioni considerate nel loro svolgersi sociale.

Ellerani, P., (2020) Capability Ecosystem: L’ecosistema per l’innovazione e la formazione. Roma, Armando Editore

A partire dal 1997 e per la durata di circa tre lustri, le trentotto Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore, IUS, presenti in tre continenti, hanno sviluppato e realizzato un complesso ed innovativo lavoro di caratterizzazione identitaria e di strutturazione organizzativa. All’interno di questo cantiere, la Fondazione Edulife è stata chiamata a realizzare un progetto di “ricerca-azione” sulle Risorse Umane delle Istituzioni, volto a costruire, in forma partecipata e condivisa, i profili di competenza dei tre protagonisti principali della comunità accademica: i docenti, i direttivi, gli amministrativi. Il lavoro si è sviluppato nell’arco di un triennio (2009 – 2011). I profili sono stati costruiti e sperimentati con un metodo di animazione volto a promuovere le Istituzioni coinvolte in comunità di pratica in apprendimento permanente.

di Luciano Fiorese

Il ciclo del valore è un modello che nasce dall’esperienza di tre decenni di continue sperimentazioni, indirizzate a scoprire una modalità operativa funzionale ad ogni organizzazione per mettere al centro dell’attenzione la persona che si vuole servire con la propria proposta. Le teorie che stanno alla base di queste sperimentazioni sono diverse e provenienti da differenti contesti di azione. Si va dal ciclo di Kolb, il costruttivismo, il cooperative learning, la valutazione autentica, al toyotismo, il principio di Pareto, il metodo Kaizen passando per la lean manufacturing. Tutte queste teorie che abbiamo potuto studiare con attenzione e applicare puntualmente nelle diverse sperimentazioni intercorse negli anni sono state riflettute attraverso il metodo preventivo di Giovanni Bosco. Ed è stata proprio la lettura e lo studio approfondito della vita e delle esperienze educative di Giovanni Bosco che hanno fatto emergere la sintesi che va sotto il nome di “Ciclo del Valore”.

La sfida per noi è stata creare una sorta di guida affinché tutte le persone che ne hanno la responsabilità possano creare all’interno della propria organizzazione un circolo virtuoso di miglioramento continuo, centrato sulla promozione umana e professionale delle persone che compongono le diverse comunità in apprendimento permanente.

di Antonello Vedovato.